05/05/2020

Il sondaggio: fotografia di un campione

Per capire come stavano le imprese e i loro leader, siamo partiti da un sondaggio: un’indagine on line rivolta a una selezione di imprenditori di aziende di ogni dimensione e professionisti che fanno parte della piattaforma BtoB, costruita nel corso degli anni.
Ecco chi ha risposto e come.

 

 

LA MIA AZIENDA È…

 

 

Ed ecco qual è il ruolo rivestito da coloro che hanno voluto fornire il loro punto di vista.

 

IL MIO RUOLO

 

 

Soprattutto esponenti della Proprietà e Top management (amministratori delegati, partner, dirigenti, soci), dunque: solo loro costituiscono oltre il 70% del nostro campione.
Il che significa che il sondaggio di BtoB Circle riporta le risposte di coloro che l’impresa l’hanno magari fondata e la conducono, ogni giorno. Coloro, dunque, che ne hanno estremamente a cuore le sorti, perché per loro un’impresa non vale un’altra, spendere le proprie energie ed intelligenze nell’Azienda A non è affatto equivalente a farlo nell’Azienda B, o C, o D, o Z….

Con sede soprattutto nella provincia di Monza (39,6%) e di Sondrio (24,5% – “eredità” di BtoB Awards Valtellina 2019), il campione rispecchia appieno la realtà del tessuto imprenditoriale lombardo e italiano, con una miriade di micro aziende (45,3% con 0-10 dipendenti), e un 49% di realtà che arrivano fino a 50 collaboratori.
Piccole ma ben posizionate, visto che quasi tutte hanno altre sedi o filiali in Italia (84,9%).

E veniamo al settore… in quali ambiti sono attive le nostre aziende? Giudicate voi…

 

OPERIAMO NEL SETTORE

 


Servizi professionali, trasporti e logistica, ristorazione le voci più cliccate; seguono la produzione di beni alimentari, le costruzioni, la formazione…
In pieno stile BtoB, la presenza delle aziende interessate dal sondaggio va letta trasversalmente rispetto ai settori produttivi.

 

COSA CI DICONO LE AZIENDE?
Le aziende dicono che nel mese di marzo 2020 la loro attività si svolgeva in modo regolare (34%), il 24,5% era invece parzialmente attiva ma c’era anche una buona percentuale (26,4%) che lavorava in smart working per le funzioni per cui era possibile farlo.
Tra le molteplici difficoltà segnalate, uno su tutti accomuna il 37,7% delle aziende: l’acquisizione di nuovi ordini. Certo, perché il lockdown ha sostanzialmente sospeso, quando non annullato, i progetti delle aziende, che per molti versi incredule, come il resto della popolazione, di fronte a quanto stava accadendo, hanno deciso di stare a guardare quanto accadeva. Fermi tutti, insomma, e vediamo cosa accade. Peccato che questo atteggiamento del tutto prudente e comprensibile, abbia determinato una sostanziale interruzione della catena economica.
Anche la gestione dei dipendenti, del resto, si è fatta problematica (9,4%), così come l’evasione degli ordini pregressi (11,3%).

 

QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTÀ CHE STAI RISCONTRANDO?

 

 

In queste prime fasi dell’emergenza, in cui incertezza e incredulità regnano ancora sovrane, gli imprenditori si esprimono comunque in modo abbastanza negativo rispetto alle prime misure varate dal Governo: mentre il 66% le ritiene del tutto insufficienti, il 32,1% le ritiene buone per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, ma scarse per l’impresa. Tra gli strumenti considerati più utili, un terzo si esprime per la cassa integrazione, un altro terzo per il rinvio delle scadenze fiscali – in generale considerato un provvedimento praticamente dovuto data l’impossibilità di operare per la stragrande maggioranza delle aziende, cui consegue l’impossibilità oggettiva di far fronte alle scadenze fiscali.

 

QUALI SONO GLI STRUMENTI CHE REPUTI PIÚ UTILI?

 


Ecco, dunque, che in questo quadro di grande confusione e di bombardamento comunicativo da parte dei media, i leader d’azienda tendono a rivolgersi ai loro consulenti di sempre: commercialisti (34%), associazioni di categoria (28,3%), consulenti esterni (17%). Da rilevare che circa un 10% si consulta con altri imprenditori, mentre una percentuale simile tende a fare del tutto da sé.

 

Nell’ultima parte del sondaggio proposto ad alcuni dei top imprenditori di Monza Brianza e della Valtellina, l’attenzione è stata dedicata a uno degli elementi che si sono rivelati fattori protagonisti di questa situazione: il digitale come modalità di lavoro – esclusiva per molti, determinante per altri –  e comunicazione.

 

Ecco, a tal proposito, che di fronte all’emergenza e alla necessità di aggiornare in tutta fretta il proprio modus operandi, il 41,5% degli intervistati giudica buono lo stato di digitalizzazione della propria azienda, la metà circa di questo dato (20,8%) addirittura ottimo, sufficiente lo è per il 28,3%, il che significa che l’operatività di base è garantita ma molto resta da fare.

Pere comunicare con i propri stakeholder (in particolare lo stato della propria attività) il 41,5% usa in questa fase i social media, mentre il 18,9% si affida a un classico del digital marketing, la newsletter.

 

QUALI STRUMENTI UTILIZZI PER COMUNICARE CON I TUOI STAKEHOLDERS?

 


 

E veniamo al futuro.

Troppo presto per fare previsioni sensate, ma qualche valutazione e insegnamento i nostri imprenditori l’hanno certo ricavata. Tra queste, la convinzione che questa esperienza cambierà in ogni caso il modo di lavorare/produrre della propria azienda: ne è convinto oltre la metà del campione (54,7%), lo teme il 18,9% (un quinto degli intervistati ritiene invece che non ci saranno sostanziali modifiche).

Cosa cambierà?

Innanzitutto il modello di business complessivo (34%), per il 18,9% il modello di vendita, mentre si concentra sulla riprogettazione dell’assistenza l’11,3%.

E mentre i tre quarti degli intervistati ritiene che l’organizzazione che conduce sia pronta ad affrontare condizioni di mercato radicalmente differenti, il 43,3% mantiene uno stato d’animo speranzoso, anche se ansia (15,1%) e confusione (9,4%) sono tra i sentimenti più percepiti.

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