21/06/2020

La cassa integrazione? Siamo agli anni 60

Sono state date risposte a una crisi senza precedenti con strumenti vecchi, degli anni 60. Noi abbiamo chiesto un ammortizzatore unico per tutti i settori, ma non è stato dato seguito a questa proposta.

Per questo il nostro giudizio è negativo.

Così Daniele Trezzi, presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Monza e Brianza, che all’indomani del Consiglio dei Ministri che ha decretato il prolungamento della cassa integrazione per quattro settimane, ai microfoni di BtoB Talks commenta le misure messe in atto dal Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Un terremoto innanzitutto sanitario, ma che sta avendo pensati ripercussioni anche sull’equilibrio socio-economico del Paese.
Proprio sull’impatto dell’emergenza e delle misure adottate sul mondo del lavoro ragiona Trezzi:

I dati dicono che il 70% delle imprese ha fatto richiesta per la cassa integrazione, per un totale di 8,5 milioni di lavoratori che hanno chiesto gli ammortizzatori sociali. Si tratta di pratiche gestite dall’Inps, che ha provveduto ai pagamenti abbastanza velocemente e nel 90-95% dei casi, ma a questi numeri occorre aggiungere quelli degli artigiani, che hanno un loro fondo di solidarietà e il cui comparto oggi è quello che forse più soffre dei mancati pagamenti.

A preoccupare Trezzi, oltre che i numeri, è l’onda lunga della crisi, quella che vedremo materializzarsi soprattutto in autunno.

Banca d’Italia e Istat stimano una riduzione del Pil al 10%, il che significa una perdita di posti di lavoro compresa tra 1 milione e 1 milione e mezzo. Il tutto, va precisato, se non ci sarà una seconda ondata di contagi che allora, davvero, renderebbe questa situazione drammatica.

Trezzi rileva che a fronte di tanta incertezza, gli imprenditori stanno cercando in tutti i modi di ripartire, ma sulle loro spalle pesano burocrazia, complessità e impegni di ogni tipo, anche finanziario.

Riorganizzare, dunque, la cassa integrazione, ripensare gli orari di lavoro senza penalizzare i lavoratori ma anche digitalizzare procedure e processi sono, per il presidente dei consulenti del lavoro brianzoli, una priorità. Non da ultimo, occorre prestare particolare attenzione al tema dell’occupazione femminile, molto vincolato alla effettiva ripartenza delle scuole a settembre. Un tema, quello del lavoro delle donne e del loro ruolo economico, molto caro anche alla professoressa Elsa Fornero, che ne ha recentemente parlato nel corso di un webinar di “impronta monzese” sulla prevenzione (qui l’articolo).

Per saperne di più, guarda l’intervista a Daniele Trezzi qui

Puoi ascoltarla in podcast qui.

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